Cucinare con lo stesso equilibrio di un cocktail perfetto. È questa la sfida vinta da Städlin, lo storico locale di via Pacinotti che ha inaugurato il suo nuovo corso gastronomico sotto la guida dello Chef Davide Vitiello. Dopo anni di successi legati esclusivamente al beverage, la famiglia Coticoni alza l’asticella, integrando un’offerta ristorativa che non è un semplice contorno, ma il cuore pulsante di una nuova esperienza sensoriale.
Ho avuto il piacere di provare questa nuova proposta e la sensazione è quella di una sinfonia perfettamente orchestrata. Spesso i locali famosi per i cocktail relegano il cibo a un ruolo secondario; qui, invece, accade il contrario: la cucina di Vitiello ha una personalità dirompente che dialoga alla pari con il bancone. Il menu autunnale è un viaggio tra tecnica moderna e sapori della memoria che mi ha colpito per la sua pulizia e intensità.
Si parte con la delicatezza dei blini con stracciatella e salmone, una carezza per il palato, contrapposta al carattere deciso della zuppa di zucca con amaretti e battuto di manzo, un piatto che mi ha sorpreso per come riesce a far convivere la dolcezza dell’ortaggio con la sapidità della carne.
Ma è nei primi che lo chef esprime il meglio del territorio: gli gnocchi alla zucca e il risotto con porcini e castagne sono piatti avvolgenti, caldi, capaci di farti sentire a casa pur trovandoti in un ambiente dal respiro internazionale.
Quello che però rende l’esperienza da Städlin davvero memorabile è il “dialogo” costante tra il tavolo e il bancone. Ho trovato affascinante il lavoro del bar manager Daniele Arciello, che ha studiato una drink list capace di esaltare le creazioni dello chef. Non è solo una cena, è un percorso di pairing innovativo. Assaggiare la tempura di carciofi al tartufo nero sorseggiando un cocktail botanico è un’esperienza che consiglio caldamente: l’amaro del carciofo si sposa con le note del drink in un modo che difficilmente si trova altrove a Roma.
Anche i secondi piatti, come il filetto di maiale in crosta di pistacchi o il calamaro scottato, dimostrano una tecnica impeccabile. E per chi desidera una serata più “easy”, la qualità non cala: i panini gourmet e le “scrocchiarelle” farcite sono la prova che si può fare cucina d’eccellenza anche in formato conviviale.
Personalmente, sono uscito da Städlin con la convinzione che la famiglia Coticoni abbia fatto centro ancora una volta. Sono riusciti a creare un luogo dove l’emozione passa attraverso il gusto, senza fronzoli ma con tantissima sostanza. Städlin si conferma così una destinazione imperdibile per chi cerca una cucina contemporanea che sappia ancora emozionare, immersa in un’atmosfera vibrante e autentica. Un’esperienza che consiglio di provare a ritmo lento, lasciandosi guidare dai consigli dello staff.




















