Le mie vacanze hanno sempre ben poco di programmato.

E così è stato anche quando, in sella alla nostra moto, abbiamo deciso di visitare i Balcani.

Da nord a sud, da est a ovest, non abbiamo risparmiato un solo angolo della Croazia, della Bosnia-Herzegovina, del Montenegro e della Serbia.

Qui però racconterò solo del viaggio in Croazia, non perché temo il rischio di tediare il lettore, ma perché sono racconti viaggio che meritano ognuno una storia a sé.

Il nostro viaggio inizia i primi giorni d’agosto da Roma verso Ancona, attraverso una splendida Val Nerina, per imbarcarci con un traghetto che viaggerà di notte e che al mattino ci farà conoscere la splendida Hvar.

Per chi si muove in moto, il caldo è sempre un problema da non sottovalutare, specie durante le situazioni d’attesa: nel nostro caso, all’imbarco e allo sbarco dei traghetti e alle dogane.

Una delle cose che non dimenticherò mai sono certamente le dogane dell’est…a causa della geografia dei Balcani, per andare verso il sud della Croazia, tocca passare la dogana in Bosnia e, ovviamente,  noi ci siam trovati a sbarcare a Spalato a mezzogiorno, prima dogana del porto dopo 30’ di fila (le moto non hanno nessun trattamento di favore!) e poi le due dogane in ingresso in Bosnia e in uscita per la Croazia.

Eh sì, perché ammetto la mia ignoranza, ma fino a quel momento, non avevo idea del fatto che la Bosnia, per volontà dell’ONU, dopo la devastante guerra dei Balcani, avesse uno sbocco sul mare di poche decine di km (su cui affaccia la sola città turisticona della Bosnia, Neum) e per arrivare a Dubrovnik, tocca passare proprio da lì.

Neum

Neum

Non visitiamo Spalato, se non i giorni prima del rientro, ma proseguiamo con meta finale “Dubrovnik”: le strade che percorriamo sono nuove di zecca, buon asfalto, pochi moto turisti (certo, l’orario del dopo pranzo non invoglia) ma la vera sorpresa è il costo della “benza”… mentre in Italia partiamo con un quasi pieno che sfiora i 2 euro a litro, in Croazia siamo ben al di sotto – 1,3 euro/litro.

E’ un attimo e capiam subito che qui il costo della vita è decisamente più sostenibile.

Da Spalato a Dubrovnik ci vogliono circa 3 ore di cui 2 sono tutte in autostrada e solo l’ultimo pezzo è quello che costeggia il mare… immaginatevi pure il caldo e moltiplicatelo per 2, ma quanto è bello quel tratto di costa!? Isolette di verde lussureggiante, piccole insenature, porticcioli e paesini dai tetti rossi.

Sembra d’essere in un quadro!

Una delle cose (tristi) che però ci ha colpiti maggiormente è stato l’atttraversare questi luoghi lungo strade in cui, con enorme frequenza, vi sono lapidi in memoria di chi ha combattuto per la libertà di questo Paese.

E le bandiere. Tante, moltissime delle abitazioni di questo Paese, hanno la bandiera nazionale che sventola come a voler dire: “Qui sei in Croazia”.

La città di Dubrovnick ci ripaga di tutto il viaggio e il caldo patiti!

Soprannominata “perla dell’Adriatico”, ha un centro storico considerato Patrimonio dell’Unesco.

La città vecchia sorge su una sorta di penisola immersa nel mare blu: qui, un’ altra sorpresa … l’Adriatico, che da noi dal nord Italia fino al Gargano ha tinte verdognole, sul lato dalmata è veramente blu, anzi! bluissimo.

I tetti della città risaltano subito al nostro occhio perché contrastano con le case in pietra bianca essendo rossi e nuovi,  altro segno della ricostruzione dopo la guerra in Jugoslavia.

La prima visita a Dubrovnik impone un tour della città dalle sue mura – precisamente da Porta Pile – lungo lo Stradun, la via principale della città, fino al porticciolo turistico, dove ceneremo più tardi.

Notevole e di mano italiana è la Fontana di Onofrio, proprio all’inizio dello Stradun, dove confluisce parte del sistema acquedottistico.

Il giorno dopo lo passeremo invece ad esplorare le infinite, altissime e bianche gradinate che portano alla parte alta della città e dove il tramonto è tutto uno spettacolo.

Inutile dire che il mare è una delle peculiarità – se non la principale – di chi viene in Croazia, vista la bellezza sia del paesaggio che della costa.

Ma la Croazia non è solo mare.

La Croazia è anche storia: prediletta sin dai tempi antichi dai Romani, conserva ben visibili le tracce della loro dominazione in molte delle principali città, come Zara e Spalato con il Palazzo di Diocleziano. Beneficiò dell’influenza commerciale della Repubblica di Venezia, in particolare Šibenik, dove è obbligatorio vedere la Loggia Grande e la Cattedrale di San Giacomo, considerata Patrimonio dell’Umanità.

Sibenik

Ed è anche verde, smisurato e immenso: così, nella rotta dal sud del Paese verso il nord, non bisogna mancare di far visita ai suoi due parchi più famosi, il Parco di Krka e il Parco nazionale dei laghi di Plitvice, Patrimonio dell’Umanità, due luoghi per i quali è impossibile trovare le parole giuste che ne raccontino la bellezza, se non “Eden”.

 

Valentina De Santis