Una bellissima serata d’estate “Comm’e quànno stèmmo a scartoccià” tra storie e musica a Villa San Sebastiano, piccolo paese nel cuore d’Abruzzo

Il 12 agosto alle 21.30 si è svolta, nella piazza del piccolo paese di Villa San Sebastiano, una serata magica che ha regalato agli spettatori (nel pieno rispetto delle norme Anti-Covid) tante emozioni attraverso storie, racconti e splendide voci. A raccontarci tutto uno degli organizzatori e dei protagonisti della serata, il nostro amico Luca Conti. 

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             Luca Conti, uno degli organizzatori e dei protagonisti della serata

Luca è un imprenditore, uno studioso di marketing ma soprattutto un appassionato delle storie che nutrono la memoria e delle memorie che nutrono le storie..

Buona lettura!

“Si possono unire memorie del passato, voci che cantano e sensazioni di cose che desidereremmo vivessero
nel tempo?
Noi viviamo a Villa San Sebastiano, un piccolo paese di 800 abitanti nel comune di Tagliacozzo, in Abruzzo a
neanche 100 chilometri da Roma.
Nei secoli passati e fino agli anni 60 esisteva una bellissima usanza nel nostro paesino.
La sera, d’estate, si prendevano le pannocchie di granturco o mais raccolte nei campi nei giorni precedenti,
ed i componenti delle famiglie vicine di casa si mettevano seduti in cerchio intorno al mucchio e iniziavano
a togliere le foglie intorno alla pannocchia
In dialetto: “scartoccià”..
Era un momento dove si stava tutti insieme e durante l’operazione di “scartocciamento”, si parlava, si
raccontava, se c’era l’organetto si suonava, si cantava e soprattutto si ascoltava e si rideva..
Chi trovava la “mazzocca” (nome in dialetto della pannocchia) con dei grani rossi (evento eccezionale) dava
o prendeva un bacio dalla più bella della compagnia, chi trovava una “mazzocca” nera o “sdentata” (dove
mancava qualche grano), prendeva un pizzicotto..
Erano le usanze dei nostri padri, nonni, bisnonni, per centinaia di anni indietro.
Erano le usanze di un mondo dove non c’erano tv o social.
Erano le usanze di un mondo autentico, vicino, dove l’affetto e la reciproca solidarietà e sensibilità,
rappresentavano uno strumento per affievolire la dura vita nei campi.
La serata del 12 agosto è stata ideata da me e Marco Gargano, direttore della corale “Novae Voces in
Aevum” di Villa San Sebastiano, coro polifonico molto attivo sia in campo liturgico che spiritual.


Il nome che ho dato alla serata è: “Comme quanno stemmo a scartoccià – Quattro storie tra de nu.. –
(Come quando stavamo “scartocciando”, quattro storie tra di noi), dove sono state eseguite 5 canzoni di
Villa San Sebastiano scritte da bravissimi compositori originari del posto: Damiano Zuccaro – scrittore e
compositore, Angelo Ricci, Nazario Gargano e persone del calibro di Marco Piacente (che scrisse anche
“semo gente de borgata” per Franco Califano) e anche grande compositore di musica sacra.
Sono state raccontate quattro storie scritte da me, Marco Gargano e Angelo Ricci, con la presenza di
Erasmo Nuccitelli in veste di presentatore, storie che hanno incorniciato emozioni e ricordi con la presenza
sempre speciale della meraviglia e della fantasia.

  Erasmo Nuccitelli, presentatore della serata

Sono convinto che la nostra memoria è qualcosa che deve essere trasmessa a quelli che verranno, così
come i nostri padri, nonni e bisnonni lo hanno fatto con noi.
Una calda sera di agosto nella cornice di un posto che suscita la magia della montagna e ti fa sentire quella
cordialità e quel senso della socialità che il piccolo mondo di un paesino di campagna può offrire.”