Chi di noi, da studente, non ha ceduto a qualche rito scaramantico?

Gli studenti italiani non sono immuni dai riti scaramantici, come accade per molte situazioni della vita. E gli studenti universitari, che sperano nell’importante titolo accademico, sono ancora più legati a queste tradizioni, cercando di esorcizzare qualunque intralcio al percorso.
Ad alcuni possono sembrare delle credenze arcaiche: sono in realtà un modo simpatico per sentire meno la paura e, perché no, anche divertirsi a verificare se poi funzionano!
Invocare un aiutino della fortuna non fa mai male ed in alcuni casi è indispensabile.

In ogni città con un ateneo ci sono delle leggende da far rispettare e non c’è studente che si possa esimere dal farlo, visto lo spauracchio di rimanere bloccati in eterno nel limbo fuori corso. Oltre alle storiche università italiane, i riti scaramantici sono ugualmente rispettati anche dagli allievi delle Università Telematiche, che hanno un’opportunità ancora più ghiotta: scegliere di seguire il rito che caratterizza la loro città di appartenenza o magari la città sede dell’Ateneo online scelto. 

L’Università Niccolò Cusano, con sede centrale a Roma e molte altre sedi dislocate su tutto il territorio nazionale, offre ai propri studenti l’opportunità di seguire diverse scaramanzie, basandosi magari sui gusti e le credenze personali, visto che l’inventiva in questi casi non manca.

Attenzioni ai simboli

In molte città italiane con sedi di famose università vengono presi come riferimento i simboli più conosciuti. A Torino ad esempio è vietatissimo salire sulla Mole Antonelliana prima della laurea. Ci si può limitare solo alla visita del Museo del Cinema, giusto per ingannare l’attesa. A Bologna prima del titolo non si può ammirare la stupenda vista dalla Torre degli Asinelli, né attraversare Piazza Maggiore in diagonale.
Torri e campanili sono banditi in moltissime città: se quindi vivete a Pisa o a Firenze, evitate prima dell’agognato traguardo di salire rispettivamente sulla Torre Pendente e sul Campanile di Giotto. 

Tradizioni popolari

Oltre ai simboli architettonici importanti, molto spesso i riti scaramantici prendono spunto dagli elementi naturali e dagli storici negozi cittadini. “Chi guarda il Brenta non piglia Trenta”, così dicono gli studenti di Padova e sempre nella città veneta, leggenda vuole che il Caffè Pedrocchi sia vietato agli studenti per via del brutto episodio accaduto nel 1848 che coinvolse uno studente colpito da un proiettile austro ungarico nella sala bianca dello storico locale. Il foro è ancora lì, a ricordare agli studenti di non sostarci prima della laurea!

Non è escluso dai riti scaramantici degli universitari neanche il cibo, in particolare il dolce. Per chi è iscritto all’Università telematica e studia da Perugia, famosa per il cioccolato, bisogna star lontani dalla storica pasticceria Sandri. Basterà resistere alla tentazione per qualche anno e poi si è autorizzati a fare incetta di dolciumi, magari indossando il famoso tocco per enfatizzare il momento. Quando si parla di scaramanzia non si può che chiudere con Napoli. Chi si è iscritto al corso di laurea in storia dell’arte deve stare attenti a frequentare prima del titolo il Museo della Cappella di San Severo: la vista del celebre Cristo Velato potrebbe riservare brutte sorprese!