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La fermata del 495 alle 20.00.

Una busta con dentro: un etto di bresaola, la rucola, limoni, kamut soffiato per la colazione e caffè (non sia mai resto senza).

Una giornata di lavoro finita (forse).
Un’altra che m’aspetta domani.
La leggerezza del sole che ha fatto gli straordinari.
Il trucco colato. Il sorriso no.
La stanchezza, quella che ti fa sentire viva.
La lavatrice. Oh cazzo, devo fare la lavatrice!
Le chiavi di casa, i tacchi, la borsa che pesa con dentro vecchie certezze, nuovi progetti e le bollette in scadenza che pagherò come sempre l’ultimo giorno utile.
Trent’anni. I miei.
Un fermo immagine come tanti che scivola nella quotidianità senza far troppo rumore.
Io lo so che vi sembreró scema, ma dentro a quel frame c’ e’ una vita. La mia.
Ci sono i chilometri macinati, i sogni mangiati a colazione per paura di lasciarli andar via.
Ci sono i ricordi viscerali di chi non c’e piu.
C’e’ l’amore di due genitori che hanno scelto di guardarmi da lontano per lasciarmi libera di andare.
C’è un fratello che mi osserva fintamente distratto e sa di me più di quanto faccia finta di non sapere.
Ci sono notti insonni, notti fatte di libri e di paure. Ci sono gli esami.
Ci sono gli amici. Quelli che sono rimasti e quelli che sono andati via.
C’è l’amore, quello che in fondo non ho ancora vissuto davvero ma so di meritare.
Ci sono le paure.
Ci sono le delusioni.
Ci sono i lacrimoni. I sorrisi.
Ci sono le sorprese. Quelle belle e quelle brutte.
C’è la consapevolezza di essere inconsapevole.
Ci sono le fragilità.
C’è la testa dura. Durissima.
C’è un cuore morbido. Troppo.
Ci sono portoni che si aprono e finestre che si chiudono. Ci sono cassetti che custodiscono silenziosi i miei sogni incasinati.
C’è l’asfalto e c’è il mare.
Ci sono i tacchi e il mascara.
C’è la crema anticellulite (che tanto non serve a niente), ci sono le doppie punte e le ciccette sballonzolanti.
C’e’ il rosso #stronza.
C’è chi riesce a guardare oltre.
Ci sono gli amici che si sposano e quelli che “non sapevo di essere incinta”.
C’è che divento zia.
C’è un’amica che se la chiami a mezzanotte e’ come se fossero le 9 del mattino.
C’è  un sogno che si realizza.
C’è la tv, c’è che è il mio lavoro che poi sarebbe la mia passione.
C’è che voglio farne ancora tanta. Di tv.
C’è la radio, ogni tanto.
Ci sono post-it che d’attacco alle vite degli altri.
C’è una sveglia che suona sempre troppo presto e una luce che si spegne sempre troppo tardi.
C’ è la voglia di tenere tutto.
Ci sono io.
In quella busta, tra il caffè e la bresaola ci sono le piccole conquiste masticate giorno dopo giorno. C’è la voglia di andare e di tornare, c’è che me le sono guadagnate e voglio continuare a guadagnarmele. C’è che trovo straordinaria la semplicità di una giornata qualunque della quale conosci il nome di ogni singolo respiro consumato per viverla.
Ed è mentre incroci la tua immagine riflessa nel finestrino del bus che improvvisamente ti riconosci e per magia quello che speravi di essere combacia perfettamente con quella che sei: una trentenne tanto incasinata quanto “solida”, con tanti difetti e la voglia di riderci su, che mangia la vita a morsi e che gli scontrini non li legge ma li usa per scriverci l’indirizzo della prossima fermata, perché in fondo, questo viaggio che è la vita un prezzo non ce l’ha.
Oggi posso dirlo: 30 anni #celo
#CeleRentola