Non sono solo tuaL’8 marzo io e la mia amica Rosella siamo state spettatrici di un bellissimo spettacolo dal titolo ‘Non sono (solo) tua Donne che aspettavano l’amore’.

Eravamo sedute sul palco, quindi abbiamo avuto il privilegio di assistere alla rappresentazione, totalmente immerse nella storia, come se da un momento all’altro anche noi dovessimo alzarci e raccontare qualcosa. E per un attimo sia io che Rosella, abbiamo temuto chiamassero anche noi dopo che la nostra vicina di sedia (che non avevamo capito fosse un’attrice) si è alzata in piedi raccontando di essere vittima di uno stalker.

La storia si svolge in un centro di ascolto antiviolenza a Roma Nord, dove sei donne si raccontano, parlando delle violenze subite dai mariti, compagni, sconosciuti o ex mariti: tutte storie molto forti che ci fanno venire in mente vicende simili, lette tante volte sui giornali.

Non sono solo tua sul palco 2Lo spettacolo si svolge con un susseguirsi di incontri, moderati da ‘Nicoletta’, il cui ex marito ha tentato ben due volte di ucciderla. Vengono così fuori le storie e il dolore di tutte, di ‘Fiorella’, accoltellata dall’ex marito, di ‘Virginia’, stuprata da un gruppo mentre era appartata con il fidanzato, di ‘Tiziana’, distrutta psicologicamente da un marito dispotico e violento, di ‘Piera’, perseguitata da uno stalker e da ‘Claudia’, la cui figlia si è uccisa dopo aver a lungo sopportato l’ingiustizia che le aule di tribunale hanno riservato alla sua denuncia di stupro.

Le protagoniste cercano nel confronto con le altre comprensione perché spesso le vittime di violenza si sentono colpevoli e non riescono a superare lo shock e a riprendersi la propria vita. Emerge il concetto di ricerca di indipendenza delle donne che cercano di ribellarsi al tentativo di possesso, ossessivo, da parte dei loro compagni/mariti, da qui il “non voler essere (solo) ‘loro’“.

Non sono solo tua salutiAlla fine dello spettacolo eravamo veramente emozionate e felici di aver partecipato.

Dopo lo spettacolo abbiamo conosciuto l’ideatore dello spettacolo, Lino Belleggia, scrittore e sceneggiatore, e ne abbiamo approfittato per chiedergli qualcosa in più su ‘Non sono solo tua’:

Non so per quale motivo ho immaginato che ‘Non sono solo tua’ l’avesse pensato una donna, come se fossero solo “cose da donne” le violenze sul mondo femminile. Come nasce ‘Non sono solo tua’?
Il progetto nasce dalla collaborazione pluridecennale con Giovanni Nardoni e dal nostro comune disagio, da uomini, per le tante storie che quotidianamente vengono riportate dai media. Volevamo esplorare, capire e poi rendere la nostra visione sul palcoscenico, e così è nata ‘Non sono solo tua’. Avevamo tanti dubbi, soprattutto perché non sapevamo come sarebbe stata la reazione al fatto che due uomini si permettessero di addentrarsi in un territorio così delicato e doloroso dell’universo femminile.
i2-bi6xPKXruWMcD9f9GyYP5FdmzuYRN7hQd3zE94rI,iQ3ldb8ZOOJMeGsFZAnNfEsrM1nJ...Le storie delle sei donne sono frutto di fantasia o ti sei ispirato a storie vere?
Tutte le storie sono il frutto di un anno e mezzo di ricerca che è partita dalla mia passione, la letteratura. Ho letto di tutto: romanzi più o meno autobiografici come quelli di Virginie Despentes e Alice Sebold, la storia di Lucia Annibaldi, il diario a fumetti Le pantofole dell’orco, il monologo capolavoro di Franca Rame e tanto altro. E poi ho letto tutte le storie che sono riuscito a trovare in rete e ho visto diversi programmi televisivi che raccontano storie di violenza sulle donne e di femminicidi. Confesso che non c’è molto materiale, immagino per pudore, e capisco ovviamente, ma spero che non sia un modo per nascondere. Da questa dolorosa esposizione alla sconcertante realtà che tante donne devono vivere sono nati i personaggi e gli episodi di cui sono vittime. Il carattere, i sentimenti e le loro reazione hanno preso forma progressivamente seguendo i meccanismi che spesso certi traumi fanno scattare. Direi che i personaggi sono un puzzle realizzato con pezzi fatti di realtà, di storie vere.

Non sono solo tua Virginia
E’ bellissima la canzone che intona durante lo spettacolo Virginia (alias Veronica Maria Genovese). Chi la canta?
– Il brano è di Elena Miraglia.

Elena ha letto il testo, e poi ha scritto e interpretato la canzone. E’ stato un grande regalo da parte di una carissima amica e la canzone, durante la stesura, è diventata il simbolo della consapevolezza che annuncia, anche nella tragedia, la speranza di una rinascita.

 

 

Hai in programma altre sceneggiature per il prossimo futuro?
Ci sono diverse cose che ci interessano ma ancora niente ha preso forma. Vorremmo portare ‘Non sono solo tua’  fuori dalle mura di Roma e concentreremo tutte le nostre forze su questo e poi…

 

Non sono (solo) tua è stato scritto da Lino Belleggia, che abbiamo conosciuto, e diretto da Giovanni Nardoni e, se volete saperne di più potete visitare la pagina Facebook dello spettacolo o il sito de ilsestoatto. Di seguito trovate il video della canzone di Elena MiragliaVia da te” .

Per chi fosse interessato ad andarlo a vedere, e ve lo consiglio caldamente, sarà in scena fino al 15 marzo 2015 presso il Teatro Tordinona a Roma.

 

                                                                                                           Elenia Scarsella