Luca Capuano

L’attore napoletano Luca Capuano presentatore d’eccezione per il “RiFff – Rome International Fashion Film Festival – Special Calabria edition”

​Noto al grande pubblico per i suoi ruoli iconici in soap opera e serie di successo fra cui CentoVetrine, Le tre rose di Eva, Il paradiso delle signore e Un posto al sole, Luca Capuano si prepara a mostrare un lato inedito della sua versatilità.
L’attore napoletano è stato infatti scelto come presentatore d’eccezione per il “RiFff – Rome International Fashion Film Festival – Special Calabria edition” che si terrà a Botricello (Catanzaro) dal 10 al 12 ottobre. In attesa di vederlo sul palco, lo abbiamo intercettato per parlare di questa nuova avventura, del suo rapporto con il Sud e dei suoi progetti futuri.

Intervista all’attore Luca Capuano

​Quali emozioni o sensazioni provi nel condurre il “RiFff – Rome International Fashion Film Festival – Special Calabria edition” in una cornice come Botricello e, in generale, in Calabria, vivendo questo territorio da una prospettiva diversa dal solito set cinematografico?

Condurre un Festival del genere mi risveglia vecchi ricordi, è una delle cose che ho fatto ad inizio carriera presentare eventi di modi e manifestazioni. Farlo poi in una cornice come quella del Sud, del mio Sud, e legato al mare sicuramente mi fa sentire a casa. Non sono mai stato a Botricello, ho visto diverse immagini ed è un posto che mi incuriosice molto. Come spesso accade, nel nostro Paese trovi posti belli da scoprire e non vedo l’ora di esserci.

​L’evento valorizza il connubio tra cinema/moda e i territori del Sud. Quanto è importante per Luca Capuano, come artista nativo del Sud, sostenere e partecipare a iniziative che portano attenzione su regioni italiane come la Calabria?

Mi emoziona e mi inorgoglisce il nostro territorio italiano e in particolare quello del Meridione, che è più vicino alla mia cultura – quella napoletana – come senso di appartenenza. Ancor più quando sono legati al mare, all’orizzonte. Poi amo la moda, amo lo stile italiano in tal senso e quindi mi sento vicino a questo mondo. Anche quando si tratta di ridisegnare un personaggio, anche dal punto di vista dell’abbigliamento e dei costumi, rivolgo tanta attenzione e se ne discute sempre con i costumisti nel come identificare anche in questo modo il personaggio. L’abito fa il monaco in questo caso.

​Hai interpretato personaggi molto amati e duraturi in TV, ma hai anche un background teatrale solido e lavori nel cinema. In questo momento, quale di questi mondi – la serialità, il teatro o il grande schermo – ti offre le sfide e le soddisfazioni maggiori?

Bella domanda, non è semplice rispondere. Teatro, cinema e tv sono sfide differenti, linguaggi differenti e modo di affrontare un personaggio in maniera diversa. L’emozione del teatro è imparagonabile, ti offre la possibilità di entrare in uno show e finisce quando finisce lo spettacolo; è una bella lavatrice di emozioni a cui non puoi dare uno stop. Cinema e tv invece no. Però queste ultime, in particolare le lunghe serie, ti offrono la possibilità nell’arco narrativo di un personaggio di raccontare meglio una storia, con una tempistica diversa, ed è divertente poter approfondire più aspetti di un personaggio. Nel cinema invece sono storie più concentrate, in massimo due ore devi esprimere tutto e magari ci sono storie più complesse, magari si ha il coraggio di girare scene e raccontare cose che in tv vengono più edulcorate. L’eco di vedersi sul grande schermo ha la sua bellezza, sia ben chiaro. Al cinema si può essere più crudi e quindi c’è un’immersione anche lì molto interessante. In ogni caso la recitazione è la recitazione, vivere il personaggio in tutti i casi è fatto con dedizione e professionalità.

​Tieni masterclass di recitazione. Qual è la lezione fondamentale o il consiglio più prezioso che senti di dover trasmettere ai giovani attori che si affacciano oggi a questa professione?

Sarò scontato, banale, ma lo studio e l’approfondimento – che poi sono la base di qualsiasi professionale – sono una cosa fondamentale. Questo è un mestiere dove nessuno ti regala niente, anzi, sono e saranno sempre più i no e le porte in faccia che i sì. Quindi mi preme questo soprattutto come consiglio a chi come un figlio può pensare che sia un mestiere semplice, vedendo i successi improvvisi di diversi attori e attrici che negli ultimi anni sono saliti alla ribalta per fiction, serie che sono esplose con personaggi sconosciuti che non avevano nemmeno un background. Quelle sono eccezioni che possono diventare anche dei boomerang: se non hai le spalle grosse, un percorso e una professionalità nel tempo. Prima ci si mette a studiare e prima si è pronti al famoso treno che può passare, così come non può passare mai. Ci deve essere coraggio e amore per questo mestiere, che è fra i più belli del mondo però comporta studio, sacrificio, dedizione, fatica. Non bisogna mai smettere di essere curiosi, ascoltare, guardarsi intorno: coltivare la recitazione a 360 gradi significa guardare cosa succede nel mondo. Penso che l’attore di base debba essere una persona interessata alla vita. Mi spiego: se in una fase del percorso da attore/attrice non riesco a sostenermi economicamente tutto l’anno, sicuramente ci saranno altre cose che mi aiuteranno ad andare avanti e non mi faranno perdere l’esercitazione, sicuramente ci saranno anche altri lavori dove ci saranno altre doti da esercitare che ti fanno lavorare anche in momenti di non set”.

​Al di là di questo impegno come presentatore, quali sono i prossimi ruoli o progetti a cui ti dedicherai nei prossimi mesi? E, per concludere, c’è un tipo di personaggio che non hai ancora interpretato e che sogni di poter affrontare?

“Prossimamente spero, perchè è stato rimandato da un bel pò, sarò in onda con una fiction di successo Rai ovvero “Il Commissario Ricciardi” nella sua terza edizione. L’ho sempre seguita da spettatore nelle prime due, e ora spero che a novembre finalmente sia mandata in onda. 
Nel frattempo mi dedico all’insegnamento in giro per l’Italia con recitazione e masterclass. Poi fra i miei hobby, che sono diventati anche una professione se vogliamo, c’è lo sport: sono un personal trainer ed esercito nel mio tempo libero anche la cura del corpo con lezioni di funzionale.
Poi come sempre c’è lo studio, l’approfondimento perchè un’artista/un attore non deve mai smettere di fare quel tipo di palestra dell’anima, non soltanto del corpo. E quindi fra lezioni, corsi, per me anche come allievo, provini e progetti in ballo, attendo sviluppi spero positivi”.

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