Novembre 2012,  ho tra le mani la prenotazione di un viaggio per due a Budapest acquistato prima dell’estate, regalo di compleanno per una persona che ha deciso di non partire più…

Dubbio amletico: partire da sola col rischio di soffrire la solitudine o restare a Roma?  Ma perché rinunciare ad un viaggio in una città meravigliosa e tanto desiderato?

Penso allora alla comunità di Couchsurfing, network internazionale di scambio di ospitalità, conosciuta grazie ad un mio caro amico a Parigi;  l’esperienza con loro era stata entusiasmante: incontri serali in pub, pic-nic nei parchi parigini, feste con persone provenienti dalle varie parti del mondo, un mix di lingue e culture diverse; persone con la mente ed il cuore rivolti verso “l’altro”. E allora perché non mettermi in contatto col gruppo di Couchsurfing, a Budapest? Pubblico un post in bacheca ed inizio ad avere le prime risposte.

https://www.couchsurfing.org/group.html?gid=59680

https://www.couchsurfing.org/

Sento allora più forte il desiderio di partire, so che lì c’è già qualcuno che mi aspetta al mio arrivo in aeroporto , disposto a vivere la città con me, regalandomi l’esperienza di chi già ne conosce l’anima.

“Mi fido di te”, il video di Jovanotti girato a Budapest, condiviso sulla mia bacheca dal mitico Sergio ambasciatore di Couchsurfing a Budapest è stato decisivo: preparo la valigia e felice più che mai salgo sul mio aereo.

Ho sentito che potevo fidarmi di trascorrere la mia vacanza con persone mai conosciute prima e che sarebbe stata emozionante. Coincidenza? Nessun video poteva essere più appropriato.

http://www.youtube.com/watch?v=LvG12qnnY_g&feature=share&list=PLEB88382882F92918

La meravigliosa Budapest autunnale era lì ad aspettarmi, avevo letto poco sulla città nell’indecisione di partire,  sapevo solo che è divisa in due parti  dal Danubio: Buda la parte antica e Pest la parte moderna, avevo in mente la cartina, ma l’ho usata così poco, la città mi ha guidato alla sua scoperta. Budapest è così facile da vivere,  i mezzi pubblici sono efficientissimi, i tram passano ogni due minuti,  ed in poco tempo la si può girare anche a piedi.

Autumn in Budapest

15 14

“La mia Budapest” era uggiosa ma romantica, la Regina del Danubio, degnamente soprannominata la Parigi dell’Est, già addobbata a festa  per il Natale con i suoi colorati mercatini.

04.Mercatino05.MercatinoE grazie  ai miei nuovi amici di Couchsurfing,  l’ho vissuto in maniera unica ed indimenticabile. 03.Strade di BudapestSergio, napoletano come me e trapiantato a Budapest, splendida guida notturna, mi ha portato alla scoperta dei pub in rovina, intere palazzine nel cuore della città, non abitate e trasformate in disco-pub in cui si balla in ogni stanza persino nei sotterranei, vecchi rifugi durante i bombardamenti. Passo dopo passo, scalino dopo scalino , con stupore scoprivo un modo diverso di vivere la notte, divertente, ma tranquillo e rispettoso.

19 Gabriella, dolcissima ragazza ungherese, è stata la compagna delle mie degustazioni culinarie,  dai pranzi a base dei tipici piatti ungheresi – ho assaggiato il vero gulash , spezzatino in brodo con pasta e verdure – al caffè ed eccellente dolce nella raffinata e famosa pasticceria Gerbeaoud.

http://www.gerbeaud.hu/

E per finire con Enzino, simpaticissimo ragazzo di Reggio Calabria, abile suonatore di djambe trasferitosi da pochi mesi a Budapest e conosciuto alla festa organizzata da Sergio per la comunità di Couchsurfing a Budapest, ho trascorso un divertentissimo pomeriggio alle terme di Szechenyi nel cuore della città. http://www.szechenyibath.com/ 06.Terme

Di cose da dire su Budapest ce ne sarebbero tante, ha la Sinagoga più grande d’Europa, la seconda dopo quella di New York, un parlamento maestoso che domina il Danubio, la seconda metropolitana più antica d’Europa, la città è stata distrutta e ricostruita più di trenta volte, massacrata dai nazisti e dai comunisti, eppure è lì maestosa ed orgogliosa della sua bellezza. 02.Parlamento

Ma più che parlare di tutto ciò vorrei lasciare solo un’impressione sull’emozione provata alla scoperta della scultura “Cipők a Duna-parton”.

20

Ne avevo visto una foto  sul profilo di Facebook di un mio caro amico e sapevo solo che si trovava vicino al Parlamento, ma non dove di preciso e né c’era scritto sulla mia guida. Scendendo alla fermata Kossuth LajosTer della metro mi sono domandata: sarà a destra o a sinistra del Parlamento? Ho sentito una forza nel mio cuore che mi ha guidato a sinistra  verso il Danubio  e le scarpe erano lì.. sarà stata il dolore degli Ebrei massacrati e gettati nel fiume, ancor vivo nel ricordo di quelle gelide scarpe di ferro a portarmi fin lì?

“La mia Budapest” mi ha emozionato così.

Carmen