Elena Pasquini, giornalista internazionale in partenza per un’importante missione in Congo. Sosteniamola nel suo progetto!

Oggi vorrei portarvi a conoscenza di un bellissimo e nobile progetto di cui mi ha parlato la giornalista Elena Pasquini, giovane donna coraggiosa che conosco ormai da un anno e che con il suo entusiasmo mi ha fatto fin da subito entusiasmare a questa ambiziosa impresa.

Elena Pasquini è una giornalista che si occupa di esteri, sviluppo internazionale e interventi umanitari. Ha scritto per testate importanti quali il Messaggero e Avvenire ed è stata corrispondente di Devex, scrivendo da Bruxelles e seguendo il lavoro delle agenzie dell’ONU a Roma e in diverse altre parti del mondo.

Elena Pasquini intervista una donna

               Elena Pasquini intervista una donna – Ph Carlotta Gaudino

Si è inoltre spesso occupata di aree complesse e di una parte di mondo molto vulnerabilefacendo anche attività di volontariato in Etiopia con la onlus Lazio Chirurgia Progetto Solidale. 

Il 22 marzo partirà per raccontare la guerra che si combatte in Congo, nel cuore dell’epidemia di Ebola, e documentare la vita nell’Est del paese, tra emergenze sanitarie, insicurezza alimentare e impegno per costruire la pace.

Ma facciamoci raccontare da Elena il suo progetto nel dettaglio…

Che cosa farai esattamente in Congo?

Voglio produrre un reportage indipendente e gratuito ma per farlo ho necessità di migliorare le condizioni di sicurezza del viaggio ed è proprio per questo motivo ho lanciato una raccolta fondi, aperta a donazioni private e sponsorizzazioni. Si può sostenere donando e invitando altri a donare.

Racconterò non solo il paese, ma anche che significa fare questo lavoro. Dopo molti anni ad occuparmi di politiche di sviluppo in questi paesi, torno sul campo e vado dove si combatte. Racconterò cosa significa organizzare un viaggio cosi. Per una donna poi è un po’ diverso e sicuramente più complicato.

Andrò nell’Est del Paese, nell’epicentro dell’epidemia del virus Ebola, per documentare una guerra feroce e dimenticata.  In molti mi stanno chiedendo se valga davvero la pena correre un rischio così alto per raccontare storie lontane, attraversare un territorio dove spadroneggiano milizie armate e dove pochi giornalisti si addentrano.   E’ il silenzio a rendere ogni giorno quel conflitto più drammatico e quel conflitto non è una storia lontana, ma ci riguarda da vicino.  Viaggiano merci e uomini, le economie si influenzano – ed il Congo è un Paese da dove arrivano minerali fondamentali per nostra vita quotidiana, dal coltan all’oro, allo stagno, al cobalto.

Non sapere quello che accade nel cuore dell’Africa non basta a tenerci al riparo dagli effetti di una crisi umanitaria o di una guerra; sapere, invece, ci permette di prendere delle decisioni, che siano economiche – comprando, investendo; politiche – votando, per esempio; o di impegno sociale. Sapere ci permette di scegliere in che mondo vogliamo vivere.

Cosa nascerà da questo viaggio? 

Un reportage di parole e fotografie e un racconto video in cui non solo cercherò di documentare la crisi in corso, ma anche di spiegare perché ci riguarda (in Inglese e in Italiano).

La giornalista Elena Pasquini - Ph Carlotta Gaudino

                                La giornalista Elena Pasquini – Ph Carlotta Gaudino

A cosa servirà esattamente la raccolta fondi?

La giornalista Elena Pasquini Il vostro prezioso contributo servirà per produrre un reportage indipendente, garantendo, per quanto possibile, la mia sicurezza.

Mi garantirà infatti  alloggi sicuri, spostamenti sicuri, assicurazione, spese sanitarie, fixer , comunicazione sicure, e strumenti di protezione personale.

Maggiori le risorse di cui potrò disporre, maggiore sarà la mia sicurezza e quindi anche la possibilità di documentare.

Dove è possibile donare per finanziare il tuo progetto?

E’ possibile contribuire al mio viaggio sul sito di Gofundme al link: https://www.gofundme.com/f/congo-ebola-e-una-guerra-dimenticata.

Elena, sarà possibile seguirti durante il tuo viaggio?

In realtà farò una newsletter dedicata, ma la maggior parte del contenuto lo manderò dopo il viaggio perché potrei non avere sempre internet.