Un giorno qualunque qualche anno fa ho incontrato un amico che non vedevo da tanto ad un aperitivo. Chiacchieriamo, mi aggiorna un pò sulla sua vita e mi dice che la sua attività di grafico sta andando bene. Lavora in uno studio con gente in gamba e tanti progetti.

Qualche giorno dopo:

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IO:“Pronto”

LUI: “Ciao”

IO: “Ciao, come stai?”

LUI: “Bene, grazie. Senti, abbiamo in progetto di creare un calendario o forse un libro, che rappresenti le donne. Le donne come sono veramente, quelle normali, con le loro storie. Insomma non  quelle patinate e velineggianti con cui ci ammorbano in televisione. Ti andrebbe di partecipare?”

IO: “Bella idea, ma io che dovrei fare?”

LUI: “Niente di difficile, vieni qui e ti fai fotografare dal fotografo e poi scrivi una storia, qualunque, quello che vuoi, qualcosa che è stato importante per la tua vita, qualcosa che ti ha colpita o semplicemente qualcosa che hai voglia di raccontare. Non deve essere una storia eccezionale”

IO: “Penso a qualcosa e poi ci mettiamo d’accordo. A presto”

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[dropshadowbox align=”none” effect=”lifted-both” width=”550px” height=”” background_color=”#ffffff” border_width=”1″ border_color=”#dddddd” ]“Il progetto 365D, nasce da un’idea di Marzia Messina che ha fortemente voluto lavorare con le donne, per le donne, in uno dei periodi peggiori in Italia per lo sfruttamento del loro corpo nei media e nella pubblicità. Ogni programma televisivo o prodotto commerciale, sembrava necessitare dell’accompagnamento di una o più figure femminili provocanti o seminude, artefatte, proiettando un’immagine distorta della realtà, e certamente lontana dal rappresentare la maggior parte delle donne. Questo progetto comincia pertanto da una necessità, quella di ritrarre e mostrare un’altra visione delle donne più autentica, una faccia secondo la sua opinione più sincera. Ha cercato di rappresentare un altro modello di donna mediante la fotografia e le parole, quelle delle stesse partecipanti al progetto. Per due anni Marzia Messina “Creative director”, Sham Hinchey “Fotografo” e Claudio Conti “Designer”hanno attivato una lunga ricerca e raccolta di testimonianze scritte, ritratti fotografici e brevi clip video”.[/dropshadowbox]

Beh, l’idea di farsi fare le foto da un fotografo professionista, in uno studio…un pò stuzzica. E l’idea del progetto mi piaceva. Condivido pienamente l’insofferenza per questa immagine di una donna sempre strafica, sempre provocante. Sono pienamente d’accordo con la necessita di valorizzare e diffondere l’immagine di come siamo veramente, belle in mille modi diversi, affascinanti in mille modi diversi e normali in mille modi diversi.

L’incontro con il fotografo è stato divertente. Un imbarazzo…per quanto volessi fare la sciolta e credessi di  esserlo, ho sperimentato che posare non è banale. Ti vengono mille pensieri, ti vedi come lui ti vede, o meglio pensi di vedere come lui ti vede…insomma tutto un intreccio. Il problema è che tutti questi pensieri si leggono chiaramente sul tuo volto, e quindi sulla foto! Ma il fotografo era simpatico, cercava di mettermi a mio agio, provava evidentemente a togliermi quel espressione un pò tesa che avevo sulla faccia e a rendermi meno impalata. Non lo so, alla fine una foto l’ha tirata fuori!:-) E io ho raccontato una storia.

E come me ha fotografato altre 364 donne, ognuna si è prestata a questo gioco, e ognuna ha raccontato la sua storia. Storie di ogni tipo, che sono state raccolte in un bellissimo libro. É’ bello leggerlo, è bello guardare i volti, riconoscerti nel tuo ma anche in quello delle altre. Anche se hanno altre storie, altre età, altri colori.

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Da tutto il loro lavoro è nato un libro, ovvero un’antologia di 365 racconti, 365 ritratti fotografici, 365 Donne. Il progetto è stato sponsorizzato dalla Johnson&Johnson tramite il brand Carefree. Parte del ricavato delle vendite del libro è stato e sarà devoluto alla Susan G. Komen per la lotta e prevenzione del tumore al seno.

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Ed oltre al libro, il progetto ha dato vita ad una mostra presso la Centrale Monte Martini a Roma. 365 immagini di donne in formato 50×70 con la loro storia accanto, in quella bella cornice. E poi ancora un’altra mostra nello studio dove sono state scattate le foto, per la festa della Donna.

http://en.centralemontemartini.org/mostre_ed_eventi/mostre/365d_trecentosessantacinquegiorni_da_donna

[dropshadowbox align=”none” effect=”lifted-both” width=”550px” height=”” background_color=”#ffffff” border_width=”1″ border_color=”#dddddd” ]La realizzazione degli eventi che hanno permesso la divulgazione in Italia del progetto, sono stati organizzati e realizzati da Stefania Marchetti “ Event Director” che tramite la sua agenzia organizzativa “Le Creazioni di Stefania” ha organizzato la conferenza stampa tenutasi in Campidoglio nella sala Pietro da Cortona il 22 febbraio 2012 e la mostra di apertura il 1 marzo 2012 presso il Museo Centrale Montemartini di Roma, a seguire la mostra 365D si spostata anche allo Spazio Forma di Milano e in America a Minneapolis..[/dropshadowbox]

L’8 marzo 2013 la mostra è tornata nello spazio dove è nato e dove tutte le Donne protagoniste del progetto hanno fatto le loro foto, ovvero in BACKSPACE a Roma in Clivo Rutario, 53.

www.backspacestudio.it

Se siete interessati a dare un’occhiata al libro o ne volete uno tutto per voi, trovate tutte le informazioni all’indirizzo:

www.365d.it

…………sempre dopo le 11,

Zia Mame

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