Racconto di un incontro con lo stilista Augusto Titoni

Augusto Titoni e la sua nuova filosofia di fare moda

              Il designer Augusto Titoni

Vedo arrivare Augusto Titoni con uno zaino in spalla e un incedere che sa di un’epoca lontana. Mi viene incontro nel silenzio pigro che avvolge il centro di Pomarance, il suo paese. Con il suo incedere retrò mi conduce nel posto dove ha luogo l’intervista, quello stesso posto dove mesi prima lo avevo trovato riflesso in un completo esposto in vetrina. Lo avevo cercato convinta che avesse quel qualcosa in più e ho scoperto di non essermi sbagliata.

Quello che colpisce di questo giovane stilista è che lui non si erge a promotore fanatico di ciò che crea perché lui stesso è l’immagine di quello che fa. Ma partiamo dal principio.

Augusto è un ragazzo di soli 22 anni quando incontra il mondo della moda. Un suo amico, titolare del marchio Vittorio Valerio, gli propone di creare una linea di T-shirt con le stampe di personaggi “dannati” dai musicisti, ai calciatori e via dicendo.

                                   I designers Lucilla Ferretti e Augusto Titoni

Augusto Titoni decide di buttarsi in questa esperienza e l’idea piace. Insieme iniziano a vestire il personale di alcuni locali alla moda e contemporaneamente comincia a maturare l’approccio alla creazione di T-shirt perché lui inizia a dipingerle e a crearne alcune con l’aggiunta di elementi cuciti a mano.

Il salto arriva quando una loro proposta di collezione primavera-estate, caratterizzata da magliette ti tipo vintage sia basiche che stampate, viene accettata al “Pitti Uomo” che si rivela vetrina per un’altra occasione di grande importanza come la Tokyo Fashion Week. I due ragazzi studiano il modo di prepararsi alla manifestazione e tentano una strada mai battuta prima, un salto nel vuoto per loro così giovani e alle prime esperienze.

Progettano quindi una nuova linea nella quale inseriscono la maglieria, presentando maglioni realizzati a mano utilizzando filati molto pregiati e una serie di magliette caratterizzate da lavaggi con colori invernali, come il vinaccia. Purtroppo il progetto, che poteva essere la chiave per accedere al settore del lusso, non decolla e conseguentemente arriva la separazione da Vittorio Valerio.

Augusto, però, non si arrende perché ha interiorizzato l’esperienza fatta e sente il bisogno di farla crescere unitamente al bisogno crescente di esporsi, di raccontarsi attraverso questo nuovo mezzo espressivo, che è la moda. Inizia una ricerca sul mondo dell’abbigliamento da lavoro che presto si trasforma in un mood che lo coinvolge in prima persona. Nasce così una nuova filosofia del fare moda a cui lui apporta il nuovo nome di V.V. by KIDZ.

Il marchio è sintomo del bisogno del ragazzo di non recidere il filo rosso che lo lega al suo passato, ma anche di un nuovo bisogno che è quella capacità che hanno soprattutto i bambini di stupirsi delle nuove sfide che la vita pone davanti ai loro occhi. V.V by KIDZ è quell’innocenza ed è anche un modo di raccontarsi, senza filtri e con la dignità di chi ancora non è stato sporcato dalle dinamiche egocentriche e vuote del fashion system. Se volete saperne di più visitate il sito www.kidz-factory.it.

Tempo fa inaugura un esperimento. Si chiude in un teatro con un gruppo di persone per dare vita ad una sorta di laboratorio sperimentale. Il gruppo mette in scena il working progress di uno spettacolo circense. I riflettori si accendono sul giorno prima dello show, mostrando ogni artista intento a provare il proprio numero. Da questo incubatore nasce una collezione dal titolo “Circus”, la più concettuale e caotica del designer, ma grazie a questo coraggioso esperimento concettuale la moda smette i panni di accompagnatrice e sostenitrice degli atti teatrali per diventare una fase del processo di creazione dell’atto teatrale.

Rovistando tra i meandri delle creazioni di questo designer toscano, notiamo degli elementi che si ripetono e che sono i tratti distintivi delle sue collezioni, come i pantaloni larghi, le giacche corte realizzati con cotoni grossi. Alcuni outfit proposti ricordano Charlie Chaplin nei panni di Charlot ed è questo a volte il punto di partenza dal quale nascono dei total look che rendono contemporanei ingredienti che nascono poveri. Una strizzata d’occhio finale al denim, proposto come materiale trasversale utilizzabile tutto l’anno.

Attualmente Augusto collabora con un negozio di Firenze, Dexter, per il quale ha creato THE GOOD KIDZ, una linea che unisce lo stile vintage militare a cui si ispira il negozio alla sua filosofia.

Inoltre a Pomarance, nel suo paese, troverete uno spazio espositivo e di vendita nel quale scovare quasi tutto ciò che la sua mente ha partorito finora. Si tratta di un luogo nato da una sinergia con un suo amico che lavora per la Paul Mitchell e che è diventato l’anticamera di un processo; quello che può trasformare un uomo in un uomo secondo Augusto Titoni. Uno spazio in cui trovare il proprio nuovo look che viene studiato e proposto in ogni dettaglio. Si può entrare e cambiare look dai capelli all’abbigliamento, il tutto dietro consiglio di esperti che possono guidarvi nella scelta delle creazioni che troverete esposte.

Al grido dell’anima del “Io sono per chi c’è” e “Sono un anarchico”, Vi consegno Augusto Titoni.

                                                                                             Lucilla Ferretti

Si ringrazia per le foto Giulia Bucelli.

 

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