Presso la redazione di RomaOggi la presentazione del libro Aldo Moro – La Guerra Fredda in Italia di Pino Nazio con prefazione di David Sassoli

Con la giornalista Antonietta Di Vizia e lo scrittore Pino Nazio

Martedì scorso ho avuto il piacere di partecipare alla presentazione del libro “Aldo Moro – la guerra fredda in Italia” di Pino Nazio presso la redazione di RomaOggi in via Tor di Quinto.

Protagonisti della serata, insieme a Pino Nazio, il giornalista dell’Opinione  Ruggiero Capone e il senatore Massimo Cervellini della Commissione parlamentare di inchiesta sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro. Moderatore della presentazione Francesco Neri, giornalista e autore del libro “L’ultimo bunker” edito da Garzanti.

Quella di Aldo Moro è una storia che ho sentito raccontare molti anni dopo poiché ero troppo piccola nel 1978 per capirne l’importanza.

Proprio quest’anno ricorrono  quarant’anni da quando il corpo dell’onorevole Aldo Moro è stato fatto ritrovare dalle Brigate rosse all’interno del bagagliaio di un’auto, crivellato di colpi in via Caetani, a due passi dalla sede nazionale della Democrazia cristiana e del Partito comunista.

Il senatore Cervellini, introdotto da Francesco Neri, sul libro di Pino Nazio: “Su Aldo Moro sono stati scritti centinaia di libri ma Pino Nazio lo racconta utilizzando un filone specifico e lo arricchisce di una chiave di lettura e di critica. Il filone della guerra fredda fornisce infatti molte chiavi di lettura.  È vero che ufficialmente Aldo Moro è stato ucciso dalle Brigate Rosse ma quel giorno a quell’ora in via Fani c’erano molti altri soggetti, altri esponenti criminali, i servizi segreti ed esponenti della ’ndrangheta. Questi sono fatti dimostrati ma il nostro lavoro è quello di trovare un filo conduttore. Oggi poi abbiamo più possibilità tecnologiche, come commissione parlamentare, per approfondire il mistero dell’uccisione di Aldo Moro. Abbiamo potuto dimostrare per esempio che il covo utilizzato per il rapimento non è stato l’unico”.

Da sinistra i giornalisti Ruggiero Capone, Pino Nazio , Francesco Neri e il senatore Massimo Cervellini

Francesco Neri interpella poi l’autore del libro sul fatto che “Spesso non viene raccontato che la macchina in cui è stato ritrovato Moro era anche vicinissimo al Centro Studi Americano oltre che alle sedi del Partito Comunista e della Democrazia Cristiana”.

Pino Nazio: “Moro, fin dal dopoguerra lungimirante interprete della politica nazionale, aveva voluto l’ingresso del Pci nell’area di governo e questo dava molto fastidio agli americani nello scenario della guerra fredda. E’ strano che Moro sia stato lasciato in una zona così centrale invece che in periferia, poiché era un’area controllatissima ad altissima densità di forze armate. Che il compito di ucciderlo sia ricaduto sulle Br non è determinante, quello che è fondamentale è il motivo per cui lo statista sarebbe comunque dovuto morire e lui l’aveva capito. Si evince dalle sue lettere e dai numerosi tentativi di ottenere una macchina blindata”.

Ruggiero Capone sull’argomento: “Raramente mi sono trovato d’accordo con colleghi quando si parla del caso Moro. Ho scritto diversi articoli sull’argomento del coinvolgimento degli americani nel caso Moro che puntualmente non sono stati pubblicati. Successivamente scrissi la storia dove raccontai del compendio immobiliare di via Gradoli. Erano terreni in dotazione dei servizi segreti dove furono costruiti appartamenti per i dipendenti dei servizi che successivamente è stato affittato alle BR.

Il libro ripercorre la stagione delle stragi e della strategia della tensione, degli attentati e del terrorismo rosso e nero, restituendo un quadro unitario e chiaro di quello che è successo. Un modo per scoprire i retroscena di avvenimenti drammatici, solo apparentemente senza colpevoli. “Esiste un filo sottile”, scrive Pino Nazio, “invisibile come un fiume sotterraneo, che lega tanti avvenimenti oscuri del dopoguerra”. La prefazione del libro l’ha scritta David Sassoli, profondo conoscitore dell’opera di Moro.

Sull’autore: Pino Nazio, romano, giornalista professionista e sociologo della comunicazione, lavora in Rai dal 1992. Ha scritto una dozzina di libri, saggi sulla televisione e alcuni romanzi basati su storie di cronaca nera. Gli ultimi libri pubblicati sono “Io non c’ero. Cosa sanno i giovani di Falcone e Borsellino” e “All’ombra di Caino. Storie di donne e di violenza”.

                                                                                                  Elenia Scarsella

 

Quando si dice la verità non bisogna dolersi di averla detta. La verità è sempre illuminante. Ci aiuta ad essere coraggiosi.Aldo Moro