Avventura in Abruzzo al Parco del Colonnello e alle grotte di Pietrasecca

Abruzzo adventure: il parco del Colonnello a Carsoli e le grotte del Cervo e dell’Ovito a Pietrasecca

L’Abruzzo è spesso associato al riposo e al benessere. Ogni volta che dico di andare qualche giorno dalla mia famiglia vicino Tagliacozzo qualcuno puntualmente mi dice: “Allora ti vai a rilassare!”.

In realtà questa affermazione ha un fondo di verità ma…anche no 😉 !

In effetti l’Abruzzo, e la Marsica in particolare, offrono bellissimi paesaggi di colline e montagne e un’aria pulita per rilassarsi e passeggiare, ma le attività da fare sono veramente tante, anche per me è una continua scoperta!

Quest’estate avevo voglia di avventura e devo dire che l’ho trovata!

grotte pietrasecca comune carsoli abruzzo

Pietrasecca è un paese famoso nella zona perché si trova a strapiombo sulla montagna e si vede benissimo dall’autostrada prima dell’uscita di Tagliacozzo. Ma non è famoso solo per quello.  Negli ultimi anni infatti,  ci sono molte persone che lo conoscono per le sue bellissime grotte.

Con tutta la famiglia al completo decidiamo di cimentarci nell’esplorazione della grotta.

Appena arrivati ci accolgono le guide delle grotte e ci forniscono di caschetto con tanto di luce e guanti. Avevo letto che la grotta non è turistica ma non sapevo esattamente cosa volesse dire. Ho scoperto che non è contaminata dall’uomo in nessun modo, quindi non ci sono passerelle o luci artificiali, eccoci al tema avventura dunque!!

Tutto questo perché l’area circostante al borgo di Pietrasecca, è dal 1992 riserva Naturale Speciale per la tutela e valorizzazione di un ambiente carsico.

Ci conduce alla scoperta della grotta Anna Alleva, una guida molto preparata che ha saputo coinvolgere tutti i bambini presenti e ci ha fatto vivere l’esperienza della grotta in un modo particolare e molto suggestivo. Anna è una guida ambientale escursionistica e crede molto nella valorizzazione delle bellezze naturali abruzzesi e ti contagia con il suo entusiasmo!

Ma andiamo per ordine….abbiamo iniziato il nostro percorso attraverso un viottolo per arrivare all’imbocco della grotta. Nel frattempo Anna ci ha spiegato che in realtà le grotte sono due, quella del Cervo e quella dell’Ovito.

Quella che ci apprestiamo a visitare è la Grotta del Cervo che può essere visitata a vari livelli. Noi abbiamo fatto il I livello ma c’e’ la possibilità di proseguire (e il grado di avventura aumenta of course 😉 ) indossando delle tute apposite per l’acqua. Nei livelli successivi infatti si passa attraverso dei laghetti e la visita è più impegnativa,  e i bambini devono avere 14 anni.

anna alleva grotte di pietrasecca
Anna Alleva guida delle grotte del Cervo

Scoperta nel 1984 , ha subito animato entusiasmi e curiosità per la sua straordinaria bellezza, ci ha raccontato.

Deve la sua importanza, e il suo nome, al ritrovamento al suo interno delle ossa di un cervo di notevole interesse paleontologico e di monete romane del IV-V sec. d.c.

 

Arriviamo dunque all’ingresso e subito la temperatura scende vertiginosamente (11-12 gradi è la temperatura media della grotta) quindi attrezzatevi con una bella felpa calda.

L’ingresso è piuttosto ristretto e un po’ scosceso, immette in un ampia galleria lunga circa 400 metri chiamata Grotta degli Antenati, caratterizzata dalla presenza di straordinarie concrezioni candide di varia forma e struttura.

Grotte di Pietrasecca Cervo colonna giovaneL’ultima nata e vera star della grotta è questa piccolissima colonna che ci rende un po’ l’idea dei tempi lunghissimi di migliaia di anni per la  formazione delle enormi colonne presenti in queste grotte.

Una foresta di alte stalagmiti e di imponenti stalattiti, tutte candide o appena variegate da diverse tonalità che vanno dal grigio al rosso mattone.

La nostra piccola spedizione pendeva dalle labbra della bravissima guida Anna che sul finale della visita ci ha proposto di provare un’esperienza irripetibile: il buio assoluto. Abbiamo subito accettato di buon grado, e, spente tutte le luci dei caschetti, abbiamo assaporato un’emozione indescrivibile, abbiamo assaporato per pochi secondi la vera, buia e silenziosa vita della Grotta del Cervo dove si può udire soltanto il rumore dello stillicidio dell’acqua. A onor del vero prima del buio assoluto nessuno aveva sentito il rumore delle gocce…escludendo uno dei 5 sensi infatti, ci ha detto Anna, gli altri si amplificano.

E’ possibile prenotare visite con guida speleologica sia nella Grotta del Cervo che nell’Inghiottitotio dell’Ovito andando sul sito  www.grottedipietrasecca.it o sulla pagina Facebook.com/GrotteDiPietrasecca.

Un’altra divertente avventura l’ho trovata sempre nelle vicinanze a Carsoli, nel Parco Avventura del Colonnello. In questo caso siamo andati in una versione ridotta della famiglia: io e mio nipote Luigi, con la gradita aggiunta anche di mia cugina Claudia con il piccolo Daniele.

Anche qui procediamo con la preparazione al percorso che comprende, oltre al casco anche un’imbracatura con moschettoni e carrucola. L’ideatore del Parco, Maurizio Giuseppini ci affida al bravissimo Luigi che ci spiega la tecnica di aggancio con i moschettoni e la carrucola e ci fa provare i movimenti per affrontare le varie difficoltà del Parco.

Sotto di noi c’è uno splendido querceto che circonda il complesso di Il Casale del Colonnello, che si estende per una superficie di 15.000 mq suddivisa tra giardini, percorsi e sentieri attrezzati, aree verdi e parcheggi.

                             Con Maurizio Giuseppini e Luigi del Parco del Colonnello

Il parco avventura offre 6 percorsi acrobatici con diversi gradi di difficoltà, ci spiega Luigi, in base all’altezza. Con mio nipote, che è poco più basso di 1,40 metri abbiamo fatto quattro percorsi ma lui li avrebbe fatti tutti perché era veramente contento ed elettrizzato a camminare e ad arrampicarsi sugli alberi.

E anche io, devo ammettere, mi sono divertita molto sui ponti tibetani, le teleferiche e pedane e tubi sospesi tra i 2,00 e i 9,50 metri di altezza.


Mia cugina Claudia e Daniele hanno fatto i primi 3 livelli perché per il quarto serve un’altezza minima e Daniele ha ancora 7 anni, due in meno di Luigi.

Entrando nello specifico, il Parco avventura è  costituito da piattaforme aeree collegate da passaggi orizzontali come ponti a pioli, ponti tibetani, teleferiche con carrucole ed altri giochi che si sviluppano a quote diverse.

Parco del Colonnello Avventura Marsica Elenia Scarsella TelefericaIl parco è realizzato cercando di utilizzare il più possibile materiali a km 0, le pedane in legno di castagno sono state preferite al larice, sebbene quest’ ultimo sia molto più leggero e facile da lavorare, i percorsi a terra sono realizzati con castagnoli tagliati in zona e infissi nel terreno e secco, senza utilizzare malte o materiali che avrebbero disturbato la natura.

Inoltre le attrezzature sono removibili in modo da garantire attraverso la giusta manutenzione il corretto sviluppo degli alberi.

Devo dire che mi è piaciuto tutto moltissimo ma devo confessare un debole per le teleferiche, poco faticose e molto elettrizzanti 😉 con Luigi abbiamo fatto anche quella lunga 60 metri che, passatemi il linguaggio giovanilistico, è una figata spaziale!!

Io alla fine dei percorsi ero abbastanza stanca con doloretti a braccia e gambe e mio nipote ha avuto il coraggio di dirmi: “Zia ricominciamo tutto dall’inizio??” 😯

Per info più dettagliate sui percorsi e i giorni di apertura potete consultare il sito  www.ilparcodelcolonnello.it o la loro Pagina Facebook.com/Il-Parco-del-Colonnello.

                                                                                              Elenia Scarsella

 

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